BIO

geometria di creatura

Sardo di nascita (Orosei, 1943), liceo classico a Nuoro,
laurea in Medicina all’Università di Torino (1968),
con specializzazione in Neuropatologia e Psichiatria (1972).
Lavora in Ospedale psichiatrico (Collegno) e nei Servizi territoriali dal 1969 al 1978.

Frequenta la Facoltà di Lettere e Filosofia della stessa Università,
seguendo in particolare i corsi Antropologia culturale,
Estetica e Storia delle religioni e collaborando a ricerche
e seminari presso l’Istituto di Psicologia del Lavoro.

Dal 1978, dopo un iter di formazione a Milano,
lavora come psicoanalista a Torino.

leggi tutto ->

Bio

Sardo di nascita (Orosei, 1943), liceo classico a Nuoro, laurea in Medicina all’Università di Torino (1968), con specializzazione in Neuropatologia e Psichiatria (1972). Lavora in Ospedale psichiatrico (Collegno) e nei Servizi territoriali dal 1969 al 1978.

Frequenta la Facoltà di Lettere e Filosofia della stessa Università, seguendo in particolare i corsi Antropologia culturale, Estetica e Storia delle religioni e collaborando a ricerche e seminari presso l’Istituto di Psicologia del Lavoro.

Dal 1978, dopo un iter di formazione a Milano, lavora come psicoanalista a Torino.

La sua formazione come scultore si svolge negli anni ‘70 : dal 1973 al 1980 frequenta l’atélier di Pietro Lorenzoni, titolare del corso di Scultura in Marmo presso l’Accademia Albertina di Belle Arti. I suoi riferimenti ideali di allora sono Henry Moore, Anthony Caro, Andrea Cascella, Giovanni Anselmo, Luciano Fabro… Negli anni successivi sviluppa una sua ricerca personale, con scarsa propensione per le appartenenze e le poetiche di scuola: l’avventura creativa di Giovanni Maria Cabras matura in una lucida affermazione di libertà espressiva e linguistica, che spicca con una sua forza particolare nel panorama dell’arte italiana contemporanea.

Ha esposto le sue opere in diverse mostre personali e collettive in Italia; suoi lavori sono presenti in collezioni e spazi privati e pubblici (a Torino, Milano, Roma, Cagliari, Siena…).

Sulla sua scultura hanno scritto: Aldo Spinardi, Dada Rosso, Edoardo Di Mauro, Giancarlo Pagliasso, Maria Campitelli, Angelo Fontanesi, Miki Tanaka, Gavina Ciusa, Olga Gambari, Dario Capello.

“Nei lavori di Cabras pare che una razionalità di fondo, simboleggiata dal rigore della forma e dei materiali, volontariamente voglia contraddirsi, lasciando balenare un universo affettivo perfettamente integrato tra la ristretta contemporaneità e la stabile universalità degli archetipi” (E. Di Mauro)

L’attività artistica di Giovanni Maria Cabras - in sintonia con i più fecondi fermenti della scultura italiana contemporanea - è segnata dallo spiccato interesse per le “materie” della scultura e per le loro ibridazioni, interesse che matura in un ampliamento dell’orizzonte semantico e poetico dell’opera e nella espansione della sua aura sensibile oltre i riferimenti puramente spazialistici: l’orizzonte diventa così quello di un “corpo” allargato in un sistema spazio-temporale degli oggetti. In questo modo essi si dotano di un destino, in un rimbalzo di destinazioni che ci coinvolge da più lati, perché arrivano a riguardarci da vicino la loro rocciosa e drammatica presenza, il farsi e disfarsi di tutte le loro storie, la docile gentilezza del loro venir meno.

Ed è proprio il venir meno a segnare le creazioni di questi ultimi anni, sia nella scultura, sia – last but not least! – in nuovi territori della sua ricerca espressiva: musica elettroacustica e pittura digitale - dove la ‘smaterializzazione’ è portata letteralmente agli estremi - e nella cui fusione un gigantesco corpo ‘estetico’ in continua trasformazione nutre e si nutre di un inafferrabile quasi ‘estatico’ fluire. I lavori audio-visivi di questo periodo sono raccolti in supporto digitale come progetto Artemixta.

È autore di testi poetici, pubblicati in raccolte [Waterproof (Inchiostro rosso, Torino, 2004) e Fuoco altrove (La Vita Felice, Milano, 2009, con presentazione di Milo De Angelis] e in riviste letterarie (Thèlema, Cagliari, 1985; La Mosca di Milano, 2012). Altre tre raccolte finora inedite (Biancofigura, Gog, Riparia) sono presentate nelle pagine Poetry di questo sito.

Sulla sua poesia hanno scritto: Dario Capello, Milo De Angelis, Alessandra Paganardi.

“Quella di Cabras è una poesia insieme aspra e dolcissima, camera di risonanza di un gong iniziale, originario, misterioso, che perpetua le sue vibrazioni a distanza, in prolungamento di echi, ben al di là della sorpresa del primo impatto. C’è qui una voce che non finisce di suggerire, dove “ l’ultimo suono, il farsi\ cavo “ (p. 30) si confonde in realtà con il suono primordiale degli inizi, o col silenzio. La scrittura che dà forma all’informe riassume le voci, le restituisce per noi come tracce di una personalissima avventura esistenziale. E’ viaggio nella parola e nella faccia nascosta della parola, nella breccia aperta da un procedere di visioni e squarci. Non sono ricostruibili le singole tappe del viaggio, ma quel che rimane è il segno tracciante del viaggiatore, la parola poetica. Un’energia potente e sotterranea, davvero implacabile, ha disarticolato e poi ricomposto in testo il procedere del soggetto verso il luogo, il luogo delle origini, l’ancestrale del “sempre vivo”, del “Sempre Soffio”, del sempre.” – D. Capello, Nota su Waterproof

“…è un libro di guerra, ci fa entrare nel mirino dei tiratori scelti. Sono lì, i tiratori, in qualche luogo segreto del mondo e di noi, sfuggono sempre al nostro sguardo. D'altra parte il non vedere, il buio, il senso di un'oscura minaccia costituiscono il motivo centrale e percorrono alcune poesie tra le più belle…” M. De Angelis, comunicazione personale su Fuoco altrove

“E’ come se questa scrittura nascesse alla confluenza fra due fiumi: quello carsico dell’inconscio e quello torrenziale della parola. In mezzo ci sono le sedimentazioni finissime, le stalattiti e stalagmiti della tradizione letteraria, apprese e restituite attraverso un’erudizione che non è mai sfoggio formale, ma esigenza di trovare precisi luoghi di senso (penso ad altre grandi figure novecentesche di poeti eruditi, come Cristina Campo). Sullo sfondo,un paesaggio d’anima che comunica una sorta di grazia selvaggia …” Alessandra Paganardi

Ha pubblicato lavori scientifici (Minerva Medica, Torino), saggi critici (Immediati dintorni, Milano), recensioni (l’Indice, Torino).

È autore di un Vocabolario del Sardo-Baroniese (Trauben, Torino, 2003), frutto di una ricerca sul campo, con un ricco apparato fraseologico ed etimologico.

Nel 2006 fonda l’Associazione “Casa Cabras”, per la promozione culturale nel territorio di Orosei, dando inizio - grazie al decisivo impulso di Paolo Fresu - a una collaborazione tutt’ora feconda con l’Ente Musicale di Nuoro (www.entemusicalenuoro.it) nell’ambito dei suoi Seminari di Nuoro Jazz, importante appuntamento che da oltre 25 anni anima l’estate musicale del territorio nuorese.

EVENTI RECENTI
2014
Giugno-settembre Mostra scultura - Personale
Spazio Don Chisciotte, via della Rocca 37, Torino – dal 19 giugno al 6 settembre
www.fondazionebottarilattes.it

×